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Accessibilità audiovisiva, nasce Moving Future hub

Moving Future è il nuovo hub di Marvin Film per l’accessibilità audiovisiva: sottotitoli, audiodescrizioni e soluzioni strategiche per brand, broadcaster e istituzioni.

Nasce Moving Future, il nuovo hub specializzato nell’accessibilità audiovisiva come asset strategico per l’industria dei contenuti. L’iniziativa è promossa da Marvin Film, casa di produzione e post-produzione guidata da Giacobbe Gamberini, e si propone come partner di riferimento per agenzie, broadcaster, aziende e istituzioni che vogliono integrare l’accessibilità nei propri processi creativi e comunicativi.

Un laboratorio per un nuovo standard industriale

Moving Future si definisce come laboratorio specializzato nello sviluppo di soluzioni evolute per l’accessibilità audiovisiva, con un’attenzione particolare alla qualità tecnica e narrativa. Il progetto nasce in un contesto in cui i volumi di contenuti prodotti crescono costantemente: dal branded content alle campagne digital, fino alla comunicazione corporate e istituzionale.

L’obiettivo dichiarato è accompagnare il mercato verso un nuovo livello di maturità, rendendo l’accessibilità parte strutturale del modo in cui si sceglie di comunicare, e non un semplice adempimento normativo. In questo senso, Moving Future si inserisce anche nel quadro dell’entrata in vigore dell’European Accessibility Act, che spinge il settore a ripensare i propri modelli produttivi.

Dall’inclusione all’engagement: il valore strategico dell’accessibilità

Audiodescrizioni e sottotitoli, nati per garantire la fruizione universale dei contenuti, stanno diventando strumenti sempre più diffusi anche tra chi non ha esigenze specifiche. L’uso dei sottotitoli, in particolare, è molto radicato tra Millennials e Gen Z, che li attivano per seguire contenuti in lingua originale, con accenti diversi o dialoghi complessi.

Queste soluzioni contribuiscono ad aumentare l’attenzione e permettono di seguire i contenuti anche durante altre attività, ampliando di fatto il potenziale di engagement di qualsiasi prodotto audiovisivo. Sono sempre di più le organizzazioni che le adottano, riconoscendone il valore non solo in termini di inclusione, ma anche di impatto ed efficacia comunicativa.

Una rete di partner e un team multidisciplinare

Moving Future promuove un cambio di paradigma nel settore, contribuendo a ridefinire i workflow e a integrare competenze distribuite attraverso percorsi in co-design con partner specializzati. Tra questi figurano Blindsight Project e Eye-Able per l’accessibilità sensoriale, OBE Osservatorio Branded Content e la Cineteca Nazionale per il mondo dei contenuti e dell’intrattenimento.

Il progetto mette a sistema oltre vent’anni di esperienza di Gamberini e una rete qualificata di professionisti, tra cui Emanuele Landi (Business & Strategy Advisor), Manuela Linari (Marketing & Communication Director), Alessandra Ferrari (Social Media & Community Manager), Laura Torre (Brand Success in Audiovisual Accessibility), Laura Giordani (Script Accessibility Supervisor), Cristiano Costa (Senior Product Designer), Lorenzo Colosimo (Senior Post Production Designer) e Simone Pallicca (Senior Audiovisual Accessibility Workflow Designer).

«L’accessibilità è oggi un asset strategico per tutta l’industria audiovisiva e ridefinisce il modo in cui i contenuti vengono pensati, prodotti e distribuiti. Integrarla nei processi creativi rappresenta una grande opportunità per il futuro del settore: significa raggiungere pubblici più ampi e generare percorsi di innovazione e di sviluppo», dichiara Giacobbe Gamberini, fondatore di Moving Future.

L’app A1 Accessibilità e l’approccio community-driven

Tra gli strumenti tecnologici sviluppati da Moving Future spicca A1 Accessibilità, un’applicazione gratuita disponibile per iOS e Android che consente di accedere ad audiodescrizioni di alta qualità. Il catalogo include campagne per brand internazionali, documentari, opere cinematografiche contemporanee e di archivio, oltre a iniziative legate all’arte contemporanea.

Il progetto si configura anche come community-driven, attribuendo un ruolo centrale alla partecipazione attiva degli utenti finali nei processi di implementazione e verifica degli strumenti. Un approccio che punta al miglioramento continuo e a una reale aderenza ai bisogni delle diverse audience, con l’ambizione di diventare un punto di riferimento nazionale per l’audiovisivo inclusivo.

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