La FITri ha tenuto la prima assemblea straordinaria interamente da remoto con voto digitale: +26% di partecipazione e risultati in pochi minuti.
La Federazione Italiana Triathlon ha adottato il voto digitale da remoto per la propria assemblea straordinaria, segnando un passaggio significativo nella governance dello sport italiano. Il 17 gennaio 2026, grazie alla piattaforma di voto online di Eligo, la FITri ha gestito 15 votazioni in formato completamente digitale, con risultati disponibili pochi minuti dopo la chiusura delle urne.
La prima assemblea straordinaria interamente da remoto
Fino alle precedenti edizioni, le assemblee della Federazione si tenevano in presenza a Roma, con tutti i delegati costretti a spostarsi da ogni parte d’Italia. Cabine di voto tradizionali, logistica complessa e tempi di scrutinio dilatati erano la norma. Con l’assemblea del 17 gennaio, il modello è cambiato radicalmente.
I partecipanti hanno potuto votare da qualsiasi dispositivo connesso a internet, collegandosi dalle proprie sedi territoriali o direttamente da casa. L’identificazione è avvenuta tramite autenticazione SPID e riconoscimento visivo in videocollegamento Zoom, garantendo la validità degli accessi e la segretezza del voto.
Gli aventi diritto al voto erano 465; i votanti effettivi sono stati 156, pari al 34% di partecipazione diretta. Rispetto all’assemblea in presenza dell’anno precedente, la partecipazione è aumentata del 26%, con delegati collegati da tutte le regioni italiane.
Aquabike, Swimrun e Hyathlon: le novità statutarie approvate
Nel corso dell’assemblea sono state ratificate importanti modifiche allo Statuto federale. Tra i contenuti più rilevanti, l’introduzione ufficiale di tre nuove discipline: Aquabike, Swimrun e Hyathlon. Un passaggio istituzionale di rilievo, gestito interamente in digitale e con piena regolarità procedurale.
Riccardo Giubilei, Presidente della Federazione Italiana Triathlon, e Valerio Toniolo, Segretario Generale, hanno commentato l’esperienza con soddisfazione: “La Federazione Italiana Triathlon ha sempre fatto dell’innovazione un tratto distintivo, non solo sul piano tecnico-sportivo ma anche su quello organizzativo e istituzionale. Lo scorso 17 gennaio abbiamo voluto compiere un passo storico, diventando la prima organizzazione sportiva ad adottare il voto digitale da remoto.”
I due dirigenti hanno sottolineato l’affidabilità dello strumento: “Abbiamo riscontrato efficienza nei tempi, chiarezza nelle procedure e un altissimo livello di affidabilità tecnologica, senza criticità sotto il profilo della regolarità del voto. Il nostro orientamento è considerare il voto digitale non come una soluzione straordinaria, ma come una componente strutturale dei nostri processi democratici.”
Eligo e la digitalizzazione della governance sportiva
Irene Pugliatti, CEO di Eligo, ha inquadrato il progetto in una prospettiva più ampia: “La digitalizzazione dei processi di voto nelle federazioni sportive non è solo un tema tecnologico, ma un’evoluzione culturale della governance. Offrire strumenti sicuri, legali e certificati significa rendere la partecipazione più accessibile e semplificare la gestione di assemblee complesse, garantendo al tempo stesso trasparenza e rapidità nello scrutinio.”
Eligo si posiziona così come riferimento per le organizzazioni sportive che intendono strutturare i propri processi assembleari in formato digitale, rispondendo alle esigenze di un sistema distribuito su scala nazionale.
Il contesto: 50 federazioni e migliaia di società affiliate
In Italia il sistema sportivo conta 50 Federazioni Sportive Nazionali riconosciute dal CONI, affiancate da 13 Discipline Sportive Associate e 16 Enti di Promozione Sportiva. Un ecosistema che coinvolge migliaia di società affiliate e tesserati distribuiti sull’intero territorio nazionale.
Le assemblee federali rappresentano il momento centrale della vita istituzionale: approvano bilanci, deliberano modifiche statutarie ed eleggono presidenti e consigli direttivi. In un sistema con aventi diritto al voto distribuiti in ogni regione, le modalità con cui si svolgono queste votazioni incidono direttamente su partecipazione, costi e tempi decisionali.
L’esperienza della FITri suggerisce che il voto digitale non sia più una risposta emergenziale, ma una soluzione strutturale capace di rendere la governance federale più inclusiva ed efficiente. Come sottolineano Giubilei e Toniolo: “Lo sport debba essere un laboratorio di buone pratiche istituzionali. Se l’obiettivo è rendere le federazioni sempre più inclusive, partecipate e trasparenti, il digitale è uno strumento che non possiamo ignorare, ma che dobbiamo governare con competenza e visione.”