La Gen Z sceglie i brand tech in base ad autenticità, trasparenza e impegno sociale. Lo studio Mind the Gap di Teads rivela come conquistare il pubblico più esigente.
Come la Gen Z sceglie i brand tech: autenticità e trasparenza prima di tutto
Comprendere le dinamiche di relazione tra la Generazione Z e i brand tecnologici è diventata una priorità strategica per le aziende che operano nel digitale. A evidenziarlo è Mind the Gap, la ricerca realizzata da Teads che analizza comportamenti, aspettative e modalità di engagement di uno dei segmenti più influenti del pubblico contemporaneo.
Lo studio mette in luce un elemento chiave: la Gen Z non segue percorsi lineari nell’interazione con i marchi tech. Al contrario, privilegia esperienze che combinano autenticità, significato e rilevanza personale. I messaggi promozionali tradizionali non bastano più: i giovani consumatori cercano narrazioni che rispecchino i propri valori e che siano coerenti su tutti i canali di comunicazione.
Video brevi e interattività: i formati che funzionano
Il rapporto con i contenuti video rappresenta un primo indicatore significativo. La Gen Z non si limita a fruire passivamente: seleziona, salta, interagisce. I tassi di engagement più elevati si registrano con formati che favoriscono esperienze attive, come video brevi, contenuti che permettono reazioni immediate e formati social pensati per stimolare la partecipazione.
Questa preferenza per l’interattività si traduce in un’aspettativa precisa verso i brand: essere presenti non basta, occorre creare spazi di dialogo e coinvolgimento reale.
Fiducia e trasparenza: valori non negoziabili
Secondo Mind the Gap, fiducia e trasparenza sono elementi imprescindibili nel rapporto tra Gen Z e brand tech. I marchi devono dimostrare credibilità non solo nei messaggi, ma soprattutto nelle pratiche concrete. La coerenza tra valori dichiarati e comportamenti aziendali diventa un fattore decisivo nella costruzione di relazioni durature.
Particolarmente delicato è il tema dell’uso dei dati personali. La Gen Z apprezza le esperienze personalizzate, ma non accetta pratiche opache o invasive. Il compromesso accettabile prevede che la personalizzazione sia trasparente e che l’utente mantenga il controllo sulle proprie informazioni.
Impegno sociale e culturale: il brand come attore etico
Lo studio evidenzia anche una marcata preferenza per i brand tech che si impegnano attivamente su tematiche sociali e culturali rilevanti. La Gen Z non valuta solo prodotti e servizi, ma l’atteggiamento etico complessivo del marchio, la sua voce nei dibattiti pubblici e la capacità di affrontare questioni di portata collettiva.
Questa sensibilità si traduce in scelte di consumo consapevoli: i giovani utenti tendono a premiare le aziende che dimostrano responsabilità sociale e a penalizzare quelle percepite come incoerenti o opportuniste.
Un nuovo paradigma per le strategie di brand
Mind the Gap segnala un cambio di paradigma nelle relazioni tra brand tech e pubblico giovane. Non è più sufficiente essere presenti sui canali digitali: occorre essere pertinenti, autentici e affidabili. La sfida per le aziende consiste nel sostenere un dialogo bidirezionale, costruendo relazioni basate sul rispetto reciproco e sulla condivisione di valori.
Per i brand tecnologici, investire nella comprensione profonda della Gen Z non è più un’opzione, ma una necessità per rimanere competitivi in un mercato digitale sempre più esigente e frammentato.