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Obsidian crea cortometraggio AI per Longchamp Paris

Obsidian realizza “Paris Vertigo” per Longchamp: cortometraggio cinematografico generato interamente da intelligenza artificiale, fusione di tecnologia e creatività umana.

Obsidian presenta “Paris Vertigo”: il cortometraggio cinematografico interamente realizzato con intelligenza artificiale per Longchamp

Lo studio creativo internazionale Obsidian, fondato da Wes Walker e Louis Gheysens, ha realizzato “Paris Vertigo”, un cortometraggio cinematografico completamente generato tramite intelligenza artificiale per la storica maison francese di lusso Longchamp. Concepito come manifesto del brand e paesaggio onirico creativo, il film trasforma Parigi in un mondo vivente fatto di movimento, immaginazione e possibilità. Attraverso una fusione tra tecnologia generativa e arte guidata dall’uomo, “Paris Vertigo” esplora come gli strumenti emergenti possano elevare la narrazione emotiva ed espandere il linguaggio visivo del lusso.

La visione creativa dietro il progetto

Al centro del progetto si trova la visione creativa singolare di Anton Tammi, direttore creativo, che ha lavorato in stretta collaborazione con Audrey Mascina, regista, e Marc Vena, responsabile della storia presso Obsidian. Il team si è posto una sfida ambiziosa: costruire un film interamente da intelligenza artificiale generativa preservando al contempo un senso di emozione artigianale, profondità cinematografica e anima narrativa.

Il risultato è una visione quasi mistica di Parigi trasformata. Cavalli corrono sui tetti. La vegetazione prende il sopravvento sull’architettura. Tracce si intagliano attraverso la città come vene di movimento e rinnovamento. Il cavallo, simbolo duraturo di Longchamp che rappresenta libertà, eleganza e movimento, diventa una forza vivente che rimodella l’intero mondo circostante. La città non è più uno sfondo ma un organismo onirico plasmato da velocità, aria, ritmo e immaginazione.

L’equilibrio tra tecnologia e umanità

“‘Paris Vertigo’ è stato davvero un sogno creativo”, condividono i co-fondatori di Obsidian, Wes Walker e Louis Gheysens. “Siamo andati da Longchamp con un’ambiziosa ambizione artistica guidata dalla visione di Anton. La domanda era semplice e al contempo scoraggiante: fino a che punto l’intelligenza artificiale generativa può essere spinta per supportare una storia che si senta ancora umana, emotiva e artigianale? Ogni fotogramma è diventato uno studio sull’equilibrio tra tecnologia e istinto, scala e moderazione, sperimentazione e autenticità.”

Dal pitch alla consegna finale, il progetto si è sviluppato nell’arco di un percorso creativo di sette mesi radicato nella collaborazione con il team Longchamp. Il processo ha richiesto la definizione di una linea narrativa molto precisa che onorasse il patrimonio del brand aprendo al contempo la porta a un’estetica surreale e orientata al futuro. Ogni decisione è stata guidata dalla tensione tra spingere i confini tecnici e proteggere l’integrità emotiva della storia.

Le sfide della regia in ambiente AI

“Come regista, la sfida più grande era far sentire questo mondo completamente generato dall’AI genuinamente reale e cinematografico”, afferma Audrey. “Abbiamo progettato i personaggi interamente da zero – i loro volti, le silhouette e lo stile – così da sembrare persone che potresti effettivamente incontrare a Parigi oggi. Ci siamo concentrati sulla loro ‘recitazione’, affinché le loro emozioni risultassero autentiche come una vera performance. Volevo che Parigi e la cinematografia portassero la stessa autenticità e senso di sorpresa: movimenti di camera epici ma contemporanei, con angolazioni immersive e inaspettate all’interno di un universo surreale che rimane ancorato alla realtà. L’AI viene spesso utilizzata per inseguire lo spettacolo, ma la mia ambizione qui era portare emozione autentica, ricche texture visive e narrazione – e quella sensazione leggermente imperfetta e umana che ottieni solo dal cinema.”

Le sfide tecniche della produzione

Tecnicamente, “Paris Vertigo” ha spinto la produzione cinematografica generativa verso una delle sue frontiere più difficili. Animare cavalli in modo realistico con l’AI ha richiesto sperimentazione e perfezionamento intensivi. Mantenere l’autenticità architettonica di Parigi ha richiesto un controllo visivo rigoroso poiché i sistemi generativi tendono a reinterpretare il design urbano. La coerenza dei personaggi ha posto le proprie sfide dato che l’AI modificava continuamente la struttura facciale, il colore degli occhi e le proporzioni fisiche. Questi ostacoli sono stati superati attraverso prompting stratificato, compositing e supervisione visiva guidata dall’uomo attraverso strumenti tra cui Kling, Midjourney, Veo3 e Photoshop.

“L’AI non ha sostituito la creatività qui. L’ha amplificata”, ha aggiunto Wes. “Ogni scelta creativa è ancora venuta dall’istinto, dal gusto e dalla disciplina narrativa. La tecnologia è semplicemente diventata lo strumento attraverso il quale l’immaginazione poteva muoversi più velocemente e più lontano.”

Un nuovo modello di narrazione cinematografica

Con “Paris Vertigo”, Obsidian continua a definire un nuovo modello di narrazione cinematografica dove l’AI non è una scorciatoia, ma un pennello. Il progetto si pone come esempio potente di come i brand di lusso storici possano esplorare tecnologie emergenti senza sacrificare artigianalità, emozione o intento artistico.

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