Dal Negro Limited Edition, carte regionali per la Gen Z
Dal Negro lancia la Limited Edition Gen Z Millennial: cinque mazzi regionali con astucci dedicati a slang come Chill e Aura. Scopri dove trovarli.
Dal Negro rinnova gli astucci dei suoi mazzi regionali con una Limited Edition dedicata al linguaggio della Gen Z. L’azienda, simbolo del Made in Italy nella produzione di carte da gioco, giochi da tavolo e di società, porta sul mercato cofanetti con una veste grafica inedita, in edizione super limitata e in cinque varianti da collezionare. Tra i termini protagonisti compaiono “Six seven”, “Chill” e “Aura”.
Cinque mazzi regionali, un nuovo look
La Limited Edition “Gen Z Millennial” coinvolge cinque delle tipologie di carte più diffuse in Italia: Trevisane, Napoletane, Siciliane, Romagnole e Piacentine. Cambia l’involucro, non il contenuto. Restano infatti invariati gli elementi tipici del marchio: l’inconfondibile carta, i soffietti laterali degli astucci, il logo e il retro delle carte, una grafica impressa da un secolo nell’immaginario di milioni di italiani.
La novità riguarda font e artwork, con colori forti, vivaci e decisi che danno un aspetto nuovo agli iconici astucci.
Un dizionario generazionale tra Gen Z e Millennial
I cofanetti nascono per esprimere il dualismo tra due generazioni diverse, unite dalla stessa voglia di mettersi in gioco. Ne esce un “dizionario generazionale” dal mood giocoso e ironico, costruito su contrapposizioni divertenti.
A fare da collante tra gli slang è l’uso del termine “tipo”, ormai intercalare universale tra i giovani. Gli accostamenti scelti sono questi:
- “67 tipo… Boh, dai…”
- “Chill tipo… Stai calmo”
- “Aura tipo… Che figo!”
- “Cringe tipo… Imbarazzante”
- “Gasa tipo… Mi piace!”
Dove trovare le carte Dal Negro Limited Edition
La collezione è disponibile online nello shop ufficiale di Dal Negro e in tutti gli store fisici rivenditori del marchio. Fa parte di un progetto più ampio, pensato per declinare il linguaggio universale del gioco attraverso i modi di dire e le espressioni che caratterizzano l’Italia, tra generazioni e regioni diverse.
La linea segue la prima Limited Edition “Detti Regionali”, ora disponibile in nuove varianti. Dopo il lancio di Napoletane e Trevisane, la collezione si allarga con Siciliane, Romagnole e Piacentine.
Le parole di Emilia Dal Negro: il gioco come ponte tra generazioni
“Rinnovare gli astucci che da sempre custodiscono le nostre carte più iconiche, quelle regionali, significa per noi riaffermare che, al di là dell’evolversi dei codici espressivi che caratterizzano chi ha età e geografie differenti, la gestualità del gioco di carte e la passione che caratterizza la cultura del gioco in Italia, rimane sempre invariata”, racconta Emilia Dal Negro, quarta generazione della famiglia alla guida dell’azienda.
E aggiunge: “Il gioco delle carte diventa un ponte, che unisce i figli ai genitori, i nipoti e i nonni, abbattendo ogni barriera. È un collante sociale capace di unire e tenere insieme origini e generazioni differenti, con convivialità e spensieratezza.”
Il ritorno dei giovani alle carte, tra digitale e tavolo da gioco
Sul rapporto con le nuove generazioni interviene Francesco Saruggeri, Direttore Generale di Dal Negro: “Lo vediamo ogni giorno. Siamo un marchio che da quasi cent’anni passa dai nonni ai nipoti, e oggi sono proprio i più giovani, anche ragazzi di quindici o sedici anni, ad aver ripreso in mano le nostre carte. Non la leggiamo come una contrapposizione con il digitale: spesso è il digitale la porta d’ingresso. Si scopre un gioco online o sui social, ma poi la voglia è di giocarlo dal vivo, con gli amici, in vacanza, in famiglia. Lo conferma il boom dei tornei di Briscola e Burraco organizzati da circoli e associazioni.”
Saruggeri prosegue: “In un mondo di iperconnessione e intelligenza artificiale, una partita a carte è un modo per staccare la testa dallo smartphone e stare insieme. Per noi la carta resta un gioco di piazza, un’occasione di incontro fisico. Chi è nato con lo smartphone in mano e chi l’ha visto arrivare parla linguaggi diversi, ma al tavolo le regole sono le stesse per tutti, e conta solo la partita.”