Impronta Futura 2026-2027: la sfida green nelle scuole
Impronta Futura riparte nelle scuole superiori: gli studenti misurano la CO₂ del proprio istituto e ideano soluzioni concrete. Gratuito, fino a 30 ore PCTO.
Impronta Futura torna nelle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia con l’anno scolastico 2026-2027. Il progetto educativo “Impronta Futura. Piccoli passi, grande impatto” è realizzato da Fondazione Ambienta, Spaggiari e La Fabbrica Società Benefit. Dopo la prima edizione, che ha prodotto idee come pavimenti capaci di trasformare i passi in energia, l’app EcoMove per car pooling e bike sharing, librerie del riuso e referenti ambientali di classe, la sfida riparte con un obiettivo preciso: misurare l’impronta ambientale del proprio istituto e immaginare come ridurla.
Misurare l’impronta di CO₂ per progettare il cambiamento
Il percorso guida studenti e studentesse nel calcolo dell’impronta di CO₂ della propria scuola, nell’analisi dei dati raccolti e nella sperimentazione di azioni sostenibili da attuare nel proprio contesto. Gli ambiti di lavoro sono energia, rifiuti e mobilità. Le classi possono anche sviluppare un project work con soluzioni concrete e realizzabili, valutandone la fattibilità tecnica ed economica.
«Il progetto nasce con l’intento di promuovere, attraverso un percorso educativo, consapevolezza e partecipazione su temi ambientali cruciali del nostro tempo», sottolinea Nino Tronchetti Provera, Presidente di Fondazione Ambienta. «Inoltre, concretizza ulteriormente l’impegno che accomuna Fondazione Ambienta, Spaggiari e La Fabbrica: diffondere tra le future generazioni comportamenti in grado di conciliare sviluppo industriale e cultura ambientale».
Edifici e riscaldamento: cosa emerge dalla prima edizione
La prima edizione ha già restituito indicazioni utili. Nel campione analizzato, circa il 90% delle emissioni rilevate deriva dai consumi energetici degli edifici. Tra le scuole che hanno fornito informazioni su immobili e impianti, circa il 70% usa ancora il metano come principale sistema di riscaldamento, mentre le pompe di calore si fermano al 20%.
Restano minoritarie anche le scuole con cappotto termico, presente in circa il 18% delle realtà che hanno risposto alla domanda, e quelle con infissi ad alta efficienza, al 25%.
Dai pavimenti piezoelettrici alla termocamera
Dai project work sono arrivate proposte originali. All’IPSIA Antonio Parma di Saronno gli studenti hanno ipotizzato pavimenti piezoelettrici, in grado di convertire la pressione dei passi in energia elettrica.
All’ISIS Alfonso Casanova di Napoli il lavoro è partito dalla ricostruzione digitale dell’edificio e da una termocamera usata per mappare le dispersioni energetiche. Da lì sono nati ipotesi di interventi di efficientamento.
«Misurare significa prima di tutto conoscere. Impronta Futura porta gli studenti a lavorare sui dati reali, interpretarli e utilizzarli come punto di partenza per ideare soluzioni. È un modo concreto di fare didattica, che fonde conoscenze, competenze e capacità progettuale, rendendo i ragazzi protagonisti del cambiamento», commenta Nicola de Cesare, CEO di Spaggiari.
Mobilità e riuso: le idee nate nelle scuole
Anche gli spostamenti casa-scuola lasciano margini di intervento. Nella prima edizione bus, tram, metropolitana e treno hanno coperto complessivamente circa il 35% dei km percorsi, contro il 30% dell’auto privata. Auto elettriche e ibride plug-in si fermano al 7%.
Da questi dati, nell’istituto di Saronno, è nata EcoMove, un’app che combina car pooling tra famiglie, bike sharing scolastico e una dashboard per visualizzare la CO₂ risparmiata.
Sul fronte dei materiali, la carta rappresenta ancora in media circa il 60% degli strumenti usati per studio e lavoro in classe. All’Istituto Gastaldi-Abba di Genova gli studenti hanno proposto una “libreria del riuso” per rimettere in circolo libri, quaderni e materiale didattico ancora utilizzabili.
Al Collegio Bianconi di Monza è stata ideata la figura del referente ambientale di classe, insieme a proposte per ridurre plastica e carta nella vita scolastica quotidiana.
Partecipazione gratuita e fino a 30 ore di Formazione Scuola-Lavoro
Anche per l’anno scolastico 2026-2027 la partecipazione a Impronta Futura è gratuita. A supporto di docenti e studenti è disponibile un kit digitale con materiali e strumenti per accompagnare le classi lungo il percorso.
«Il kit comprende una guida per i docenti, schede didattiche e contenuti multimediali pensati per accompagnare l’indagine e aiutare le classi a lavorare sui diversi ambiti della sostenibilità. L’obiettivo è offrire agli insegnanti strumenti semplici da utilizzare e agli studenti indicazioni concrete per leggere i dati raccolti, confrontarsi sulle possibili soluzioni e arrivare, per chi sceglie di proseguire, allo sviluppo del project work, trasformando la sostenibilità in un’esperienza didattica basata su analisi, confronto e progettazione», spiega Angela Mencarelli, Amministratrice de La Fabbrica.
Il percorso permette di certificare 15 ore di Formazione Scuola-Lavoro, che diventano 30 con la realizzazione del project work. I progetti realizzati dalle classi possono essere candidati al concorso nazionale entro l’11 maggio 2027.
Informazioni e iscrizioni sono disponibili su improntafutura.scuola.net.