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Sicurezza convergente nel settore finanziario: 3 consigli

Sicurezza convergente nel settore finanziario: Finomnia indica tre consigli per superare i silos, rafforzare la resilienza operativa e usare l’AI in difesa.

Con attacchi informatici sempre più sofisticati e multivettoriali, una strategia di sicurezza convergente nel settore finanziario diventa una necessità. Gestire la protezione per compartimenti stagni non è più sufficiente. Cybersecurity, sicurezza fisica, prevenzione delle frodi e resilienza operativa vanno considerate parti di un unico ecosistema di difesa.

Eppure molte organizzazioni continuano a presidiare questi ambiti separatamente. I criminali, al contrario, hanno già adottato un approccio convergente: combinano tecniche differenti e sfruttano nello stesso momento vulnerabilità tecnologiche, debolezze nei processi e fattore umano.

Perché la sicurezza integrata è decisiva per la finanza

Nel settore finanziario si gestiscono ogni giorno dati sensibili, transazioni e servizi essenziali per cittadini e imprese. Qui la cybersecurity assume un ruolo cruciale. Proteggere le informazioni, garantire la continuità operativa e preservare la fiducia di clienti e stakeholder non è soltanto un requisito normativo, ma un elemento strategico per la resilienza e la competitività delle aziende.

Su queste basi, in occasione del Cybersecurity Awareness Month, che si celebra a ottobre, Finomnia, società leader a livello europeo nel software finanziario, ha individuato tre consigli che ogni organizzazione dovrebbe seguire per rafforzare la propria capacità di difesa.

1. Superare i silos della sicurezza

Una protezione efficace richiede integrazione tra funzioni che tradizionalmente lavorano in modo separato. Cybersecurity, fraud management e sicurezza fisica devono condividere dati, informazioni e processi.

Solo così è possibile identificare e contrastare rapidamente minacce sempre più complesse.

2. Rafforzare la resilienza operativa

Prevenire un incidente è importante, ma lo è altrettanto garantire la continuità operativa quando un evento si verifica. Servono backup realmente efficaci, test regolari, esercitazioni frequenti e una gestione strutturata della supply chain.

Sono elementi essenziali per rispondere ai requisiti normativi e ridurre il rischio operativo.

3. Sfruttare l’AI come arma di difesa

L’intelligenza artificiale offre nuovi strumenti agli attaccanti, ma può diventare anche un alleato chiave per chi difende. L’AI permette di correlare informazioni provenienti da fonti diverse, individuare più rapidamente le anomalie e supportare decisioni tempestive.

Il risultato è una maggiore efficacia dei processi di sicurezza.

La visione di Finomnia: anticipare il rischio

A sintetizzare l’approccio è Federico Passeri, Chief Information Security Officer di Finomnia: “Le minacce non rispettano più confini organizzativi o tecnologici: un accesso fisico non autorizzato, una vulnerabilità di rete o un episodio di social engineering possono essere parte dello stesso attacco. Per questo è fondamentale adottare una visione integrata della sicurezza”.

Passeri aggiunge: “La sfida oggi è anticipare il rischio e garantire una risposta coordinata alle minacce.”

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