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Sinottica compie 50 anni e si integra nell’ecosistema NIQ

Sinottica festeggia 50 anni ed entra in NIQ: nasce la Full View su consumi, benessere e intelligenza artificiale degli italiani.

Sinottica compie 50 anni e si integra nell’ecosistema NIQ

Negli ultimi cinquant’anni l’Italia ha attraversato profonde trasformazioni sociali, economiche e culturali che hanno ridefinito il rapporto tra persone, consumi e mercato. Il consumo è passato dall’essere una risposta a bisogni prevalentemente funzionali a diventare uno strumento di espressione personale, mentre i media si sono moltiplicati e i percorsi d’acquisto si sono frammentati. È in questo scenario che si inserisce l’anniversario di Sinottica, la ricerca continuativa che dal 1976 osserva l’evoluzione della società italiana, dei consumi e del rapporto tra individui, media e marche.

Giovedì 10 settembre, in occasione dell’evento “Sinottica Next 50 starts Now”, è stata ripercorsa la storia della ricerca e, con essa, quella dei consumi e della società in Italia. Per aziende e brand, comprendere le persone è diventata una sfida sempre più complessa e strategica: i consumatori della stessa categoria attribuiscono infatti motivazioni, valori e vissuti profondamente diversi allo stesso acquisto.

Dagli anni Settanta a oggi: mezzo secolo di evoluzione dei consumi

Nella seconda metà degli anni Settanta, mentre il consumo iniziava a diventare anche espressione di valori, aspirazioni e identità, Sinottica introduceva in Italia un nuovo approccio alla conoscenza dei target, affiancando alle tradizionali variabili socio-demografiche una chiave di lettura più profonda delle scelte di acquisto.

Negli anni Ottanta, con l’affermazione della televisione commerciale, della pubblicità moderna e della grande distribuzione, emerge una nuova consapevolezza: i dati demografici non bastano più a spiegare i comportamenti di consumo. Le persone iniziano a definirsi attraverso valori, aspirazioni e stili di vita, e Sinottica introduce in Italia la segmentazione psicografica.

Tra gli anni Novanta e i primi Duemila, Internet, il telefono cellulare e lo smartphone trasformano i percorsi di informazione e acquisto. I target si frammentano, si moltiplicano i punti di contatto e Sinottica amplia le proprie capacità di analisi con database, software dedicati e misurazioni cross-mediali. Negli ultimi dieci anni, tra e-commerce, streaming, social media e intelligenza artificiale, i confini tra fisico e digitale si sono progressivamente dissolti, spingendo la ricerca a integrare dati di acquisto, comportamenti, territorio, valori e stili di vita.

L’integrazione con NIQ: nasce la Full View

Oggi Sinottica segna un traguardo aggiuntivo integrandosi nell’universo di NIQ: i due sistemi, messi a fattor comune, sono in grado di fornire una visione più ampia, nella quale patrimoni informativi diversi ma complementari dialogano e si completano.

Enzo Frasio, Managing Director di NIQ Italia, ha dichiarato: “Da cinquant’anni Sinottica aiuta aziende e organizzazioni a comprendere la complessità delle persone, della società e dei mercati, distinguendo i cambiamenti destinati a lasciare un segno dalle mode passeggere. È questa capacità di collegare passato, presente e futuro che ne ha fatto, nel tempo, un punto di riferimento per il marketing, la ricerca e la comunicazione. Oggi Sinottica apre un nuovo capitolo all’interno di NIQ: la sua profonda conoscenza delle persone si integra con il patrimonio informativo di NIQ sui consumi e sui mercati, dando vita a una visione ancora più completa e connessa della realtà. Non si tratta semplicemente di mettere insieme più dati, ma di creare nuove connessioni tra comportamenti, consumi, acquisti e media per comprendere meglio il contesto in cui le persone prendono decisioni. È questa la Full View che vogliamo offrire ai nostri clienti per interpretare il presente e affrontare con maggiore consapevolezza le sfide del futuro.”

Benessere: sei culture diverse tra gli italiani

Tra il 2010 e il 2026 cambia la definizione di “stare bene”: cresce dal 59% al 69% la quota di chi associa la salute all’efficienza e all’armonia tra corpo e mente. Il benessere è oggi il risultato di più elementi, non un concetto univoco: per il 50% degli italiani vuol dire riposare e dormire a sufficienza, per il 48% coltivare passioni e interessi, per il 44% dedicarsi a partner, famiglia e amici e per il 40% fare nuove esperienze.

Crescono inoltre alcuni comportamenti legati alla cura di sé: il 54% utilizza integratori per la salute, con un aumento di 14 punti percentuali rispetto al 2015, mentre un italiano su tre pratica regolarmente sport, 5 punti percentuali in più rispetto allo stesso anno.

Grazie alla Grande Mappa di Sinottica è possibile identificare sei Culture del Benessere e il loro peso nella popolazione italiana: Equilibrio (21%), Non Problema (24%), Cura (15%), Filosofia di Vita (15%), Piacersi (14%) e Gratificazione (11%). Per aziende e brand questo significa che non esiste un unico “target benessere”: la stessa categoria di prodotto può rispondere a motivazioni molto diverse, richiedendo linguaggi, contenuti, canali e proposte di valore specifici.

Gli integratori alimentari per il benessere, per esempio, intercettano molto bene la cultura dell’Equilibrio, per la quale il consumo di prodotti anticolesterolo e per il benessere digestivo e intestinale è decisamente elevato. La cultura della Gratificazione, invece, esprime esigenze diverse e si orienta verso integratori per il relax e la gestione dello stress.

Intelligenza artificiale e consumi mediali: come cambiano gli italiani

Le più recenti evidenze di Sinottica mostrano come l’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale coinvolga oggi oltre un terzo della popolazione italiana, con una crescita estremamente rapida. La velocità di diffusione appare particolarmente significativa se confrontata con quella di Internet: per passare dall’11% al 33%, Internet impiegò circa sei anni, dal 2000 al 2006, mentre l’AI generativa ha raggiunto una crescita analoga in appena due anni, passando dal 13% del 2024 al 34% del 2026.

Pur riconoscendone il potenziale in termini di innovazione, produttività e accesso alla conoscenza, gli italiani continuano a guardare all’intelligenza artificiale con un atteggiamento ambivalente, tra entusiasmo e preoccupazione per i suoi impatti economici, sociali e professionali. Se il 23% degli italiani ritiene che l’AI produrrà conseguenze complessivamente positive sulla propria vita, il 27,1% si attende invece effetti negativi.

Al centro della riflessione anche l’evoluzione del media time budget: televisione, piattaforme digitali e nuovi strumenti tecnologici continuano a svolgere funzioni differenti e complementari. Se il digitale risponde sempre più a esigenze individuali e operative, la televisione mantiene un ruolo centrale nella costruzione di riferimenti, linguaggi ed esperienze condivise. Più che sostituirsi, i diversi ecosistemi mediali convivono e si integrano, rispondendo a bisogni diversi di informazione, intrattenimento e relazione.

Dalle analisi emerge inoltre un tema cruciale per il futuro della ricerca e dell’innovazione: il valore crescente dei dati reali e rappresentativi. In un contesto in cui intelligenza artificiale, panel virtuali e dati sintetici stanno aprendo nuove possibilità, la qualità degli insight dipende sempre più dalla solidità delle informazioni su cui vengono costruiti.

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